Convivere meglio con la Terra e con noi stessi

Una conoscenza geologica condivisa può ispirare un nuovo passaggio evolutivo che porti a riconciliarci pienamente con la Terra. E' il tema dell'intervento di Marco Benvenuti, domenica 10 novembre per gli "Incontri con la città".

Siamo Geoumanità. Non fosse altro perché da oltre due milioni di anni il genere Homo, a cui apparteniamo, popola un pianeta fatto di rocce che ne ha sostenuto l’evoluzione e lo sviluppo.

Eppure oggi la nostra specie sembra aver smarrito la percezione e la consapevolezza del proprio intimo legame con la Terra, oltre la logica dello sfruttamento. Nelle sfide che, dalla scala locale a quella globale, individualmente e come collettività, siamo chiamati ad affrontare, la dimensione geologica, direttamente o meno, gioca un ruolo fondamentale.

Le emergenze energetiche e più in generale quelle ambientali, con la conseguente insicurezza politica e socio-economica, sono anche effetto di nostre azioni che interferiscono con la complessa rete di processi che regolano la dinamica del ‘Sistema Terra’ da ben prima della nostra comparsa.

La Geologia – emersa come moderna scienza della Natura nel Rinascimento – grazie alle conoscenze acquisite dai geologi che la praticano, ha supportato l’idea di uno sviluppo illimitato in virtù dell’energia fossile e nucleare e dei geomateriali scoperti nelle rocce ed estratti da esse. Oltre a questo aspetto, che appare oggi sempre meno sostenibile, la percezione del Tempo che si fa materia pietrificata ha anche insegnato ai geologi che il cambiamento e le trasformazioni rappresentano un vitale processo del pianeta.

La freccia e i cicli del Tempo, che i geologi riconoscono nella memoria delle rocce, raccontano di innumerevoli Terre succedutesi nell’arco di 4 miliardi e mezzo di anni, una narrazione che rende l’attuale pianeta non particolarmente speciale solo perché popolato dalla nostra specie. Questa consapevolezza scientifica non deve essere letta come cinica giustificazione a sfruttare insostenibilmente la Terra in virtù della nostra precarietà dettata da cambiamenti planetari che prima o poi potrebbero cancellarci.  Al contrario, quale specie capace di scelte, siamo chiamati a cogliere le trasformazioni della Terra come stimolo per governarle e adattarvisi.

La moderna Geologia offre oggi strumenti concettuali e operativi per consentire tutto questo, con la riconversione da una scienza per lo sfruttamento a una scienza per la sostenibilità, con la capacità di monitorare, prevenire e mitigare l’ampia varietà di rischi geologici amplificati o meno dalle nostre attività, con la produzione di conoscenza sui processi che hanno portato la Terra a divenire il pianeta che noi oggi popoliamo.

Una conoscenza geologica condivisa può ispirare un nuovo passaggio evolutivo della nostra specie che porti a riconciliarci pienamente con la Terra e in definitiva con noi stessi.


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