Splenectomia e vaccinazioni, uno studio clinico

Migliorare la salute dei pazienti ai quali è stata asportata la milza tramite un percorso vaccinale per garantire un'adeguata protezione nei confronti delle infezioni, al centro di un progetto di ricerca appena concluso.
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata
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La milza è un organo che risiede nell’addome e ha una prevalente funzione protettiva nei confronti di molte infezioni. In alcuni soggetti si rende necessario asportare chirurgicamente la milza perché ad esempio coinvolta in tumori o traumi addominali. Questi pazienti, definiti “splenectomizzati”, sviluppano quindi una marcata suscettibilità alle infezioni. Persino batteri in genere poco aggressivi (come quelli responsabili di faringiti o sinusiti) possono causare rapidamente la morte in mancanza di questo piccolo ma fondamentale organo. Alcuni batteri, definiti “capsulati”, come ad esempio meningococco e pneumococco, sono frequentemente responsabili del decesso di questi soggetti.

La prevenzione delle infezioni da questi tipi di batteri è dunque fondamentale nei pazienti senza milza, considerando soprattutto che per le specie batteriche principalmente coinvolte esistono dei vaccini efficaci. Una vaccinazione tempestiva è in grado di ridurre notevolmente la possibilità di infezione e la probabilità di morte di questi pazienti.

La gestione delle vaccinazioni prima e dopo un intervento chirurgico è tuttavia particolarmente complessa, soprattutto se inserita all’interno di un percorso oncologico o traumatologico. E’ quindi frequente che il paziente in lista operatoria o in cui la milza è stata asportata durante un intervento in urgenza per trauma non sia di fatto vaccinato.

Lo scopo del progetto di ricerca condotto da Gianluca Villa e Angela Bechini del Dipartimento di Scienze della Salute è stato quello di migliorare la salute dei pazienti ai quali è stata asportata chirurgicamente la milza tramite la creazione, la diffusione e l’applicazione di un percorso vaccinale perioperatorio che potesse garantire un’adeguata protezione nei confronti delle infezioni.

E’ stato quindi condotto uno studio retrospettivo sulla popolazione di pazienti nell’area fiorentina ai quali è stata asportata la milza presso l’ospedale Careggi nei sei anni precedenti l’inizio dello studio che ha portato a conoscere la percentuale di pazienti vaccinati; contestualmente, in caso di anomalie o di mancanze nella gestione vaccinale dei pazienti contattati, si è provveduto ad indirizzare il paziente al percorso vaccinale territoriale, creato in accordo con la Azienda Sanitaria Locale Toscana Centro e con i medici di famiglia. Tale percorso è quindi stato adottato dall’azienda Careggi e dai presidi ospedalieri della ASL Toscana Centro ed è disponibile per tutti i pazienti sottoposti a rimozione della milza per gli anni a venire.

I risultati del progetto, oltre ad avere una valenza scientifica, hanno avuto ripercussioni dirette sulla pratica clinica dei centri e degli operatori sanitari che gestiscono il percorso perioperatorio dei pazienti sottoposti a splenectomia chirurgica, creando i presupposti per un abbattimento del tasso di letalità. È stata inoltre promossa la diffusione di protocolli e di percorsi di vaccinazione attraverso giornate di formazione e divulgazione dedicate che hanno portato a una maggiore adesione alla vaccinazione in soggetti splenectomizzati.

 

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Gianluca Villa e Angela Bechini presentano il progetto di ricerca


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