Un sistema online di allerta caldo per lavoratori agricoli e non solo
Primi risultati di un progetto europeo a cui partecipa il Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (Dispaa) e il Centro di Bioclimatologia (Cibic).
Primi risultati di un progetto europeo a cui partecipa il Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (Dispaa) e il Centro di Bioclimatologia (Cibic).
E’ partito ufficialmente il progetto coordinato da RE-CORD, il Consorzio per la ricerca sulle energie rinnovabili partecipato da Unifi, che sperimenterà per la prima volta in Europa la produzione industriale su larga scala di biocombustibili.
Analizzato l’intero genoma di un batterio simbionte delle leguminose, in grado di trasformare l’azoto atmosferico in forme di azoto assimilabili dalle piante. I risultati dello studio pubblicati su Plos Genetics.
Un video per autovalutare la fertilità del suolo in agricoltura biologica in modo da programmare meglio gli interventi colturali e i tempi di lavorazione. E’ uno dei risultati della ricerca Unifi coinvolta nel progetto europeo FertilCrop (Fertility Building Management Measures in Organic Cropping Systems), nell’ambito del programma quadro per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020.
Le due più grandi ricerche sul Dna antico portano anche la firma del Dipartimento di Biologia e del Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS). Le indagini, pubblicate su Nature, prendono in esame la diffusione della cultura del vaso campaniforme durante la fine dell’età del Rame e gli effetti provocati dall’avvento dell’agricoltura nel Sud Est Europa in seguito alla migrazione dall’Anatolia avvenuta nel Neolitico.
Domenica 11 febbraio, per il ciclo ”Incontri con la città”, Luisa Ghelardini terrà una lezione sul rapporto tra le nuove malattie degli alberi e il ruolo svolto da microrganismi provenienti da altri paesi
E’ alle ultime fasi un progetto coordinato dal Dipartimento di Scienze delle Produzioni agroalimentari e dell’ambiente che ha studiato la possibilità di coltivare ortaggi su sedimenti bonificati provenienti dal porto di Livorno.