Tecnologie e sicurezza negli aeroporti

Un radar del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione riesce, a bordo di un drone, a individuare la presenza di oggetti estranei sulla pista

Addio radar sulle piste, il futuro della sicurezza negli aeroporti è dei droni. E’ questo lo scenario a cui guarda un progetto del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DINFO) in collaborazione con il Gruppo Enav che, nello scalo di Olbia, per la prima volta in Europa, ha impiegato velivoli radiocomandati nei controlli delle infrastrutture aeroportuali: dalle reti perimetrali, alle luci che guidano gli aerei in fase di atterraggio e decollo, fino all’individuazione di oggetti pericolosi trasportati dal vento.

Sul velivolo Enav è stato inserito il radar progettato dal DINFO, capace di determinare la presenza di corpi estranei sulla pista. Il dispositivo, denominato RASOR (Radar aboard Unmanned Aerial System for detecting Foreign Object Debris on runways and taxiways of commercial Airports), è il risultato di un brevetto per il quale l’Ateneo ha ottenuto un finanziamento di 60mila euro dai fondi PNRR.

“Nelle operazioni di controllo, il drone vola a cinque metri a lato della pista e a un’altezza di due. Attraverso RASOR, riesce a cogliere anche i minimi segni di discontinuità sulla pavimentazione, come bulloni e cacciaviti” spiega Massimiliano Pieraccini, docente DINFO di Elettronica responsabile del progetto. “RASOR possiede una capacità di rilevare oggetti di gran lunga superiore rispetto alle telecamere o ai controlli sul posto effettuati dal personale di terra”.

Durante la sperimentazione i velivoli sono stati testati nel controllo della pavimentazione della pista di volo e delle vie di rullaggio, nonché nella verifica delle luci ostacolo e degli aiuti visivi alla navigazione.

L’impiego dei droni dotati di RASOR negli aeroporti commerciali permette un’operatività più sicura, efficiente e sostenibile. Rende maggiormente accurati i controlli, limita le emissioni inquinanti di CO2 e riduce i tempi di esecuzione. Inoltre, attraverso la digitalizzazione dell’immagine acquisita, offre elementi di valutazione per programmare interventi di manutenzione preventiva.

“Infine – conclude Pieraccini – RASOR costituirebbe una soluzione affidabile e poco impattante individuare la presenza di corpi estranei sulle piste, un’azione che avviene almeno due volte al giorno negli aeroporti più grandi. Grazie al volo del drone sarà possibile superare il ricorso a decine di radar posizionati a bordo pista”.


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