Firenze Race Team alla sfida dell’automazione

Il giovane team dell’Ateneo si confronta con la frontiera della guida autonoma, in preparazione alle prossime sfide della Formula Student. I dettagli di un’esperienza di crescita professionale, sempre più richiesta dalle aziende dell’automotive.

Sono due le grosse sfide della mobilità del futuro: l’automazione, o sistema a guida autonoma, e l’elettrificazione. Sul primo di questi temi, al centro dell’interesse della produzione e dei mercati internazionali, è al lavoro ormai da alcuni anni anche il Firenze Race Team, una sorta di “palestra” con cui giovani studenti e studentesse Unifi partecipano alle competizioni della Formula Student, organizzate dalla Society of Automotive Engineers (SAE) per mettere a confronto prototipi di monoposto progettati da giovani universitari.

Solo da due anni le sfide hanno accolto una nuova macro-categoria, Driverless (veicoli a guida autonoma), che va ad affiancarsi a Combustion (vetture con motori a combustione interna) ed Electric (veicoli con motori elettrici).

“La guida autonoma è il corrispondente nel campo della mobilità di ciò che sta pervadendo la società, basti pensare alla domotica o al concetto stesso di smart city – spiega Nicola Lanzi, laureato triennale in Ingegneria meccanica e team leader di Firenze Race Team -. Esistono cinque livelli di automazione nella guida, si parte da zero (guida con pilota) e si cresce via via con sempre maggiore autonomia dall’intervento manuale. Noi stiamo lavorando sul livello 3, in preparazione di alcuni importanti appuntamenti”.

Il team, reduce dalla competizione svoltasi nella Repubblica Ceca nel 2021 (guida con pilota), si sta preparando a due nuove gare. Nel 2022 la prova sarà di tipo statico e la vettura verrà valutata come prodotto, quindi riguardo al profilo tecnico, ai costi di realizzazione e sotto il profilo industriale e finanziario. Ma nel 2023 la macchina gareggerà su pista cimentandosi in diverse prove, senza pilota. “L’auto, a combustione – precisa Nicola -, sarà dotata al suo interno di un’intelligenza artificiale che attraverso sensori e videocamere acquisisce i dati (posizione, orientamento nell’ambiente, riconoscimento degli oggetti), definisce la traiettoria e trasmette il comando di accelerazione, frenata, cambio…”

Ma Firenze Race Team, laboratorio didattico attivo dal 2000, è anche e sempre più un’esperienza formidabile di interdisciplinarietà, di lavoro di gruppo, dove la creatività e le competenze vengono applicate alla complessità. “Siamo arrivati ad essere un gruppo di 60 giovani, fra cui anche 5 ragazze – racconta Lucrezia Ceccarelli, head of Finance and Communication – e la sfida dell’automazione ha fatto sì che gli ingegneri meccanici ed elettronici venissero fortemente affiancati  dagli ingegneri informatici e dell’automazione. Ma abbiamo anche economisti, che si occupano di gestione aziendale, e studenti di Design. Io faccio Scienze politiche”.

Il lavoro è tanto e numerose sono le esigenze. Il team si avvale di un contributo dell’Ateneo, ma è alla ricerca continua di sponsor e collaborazioni: per mettere in pista un prototipo possono essere necessari fino a 60-80mila euro. “Talvolta alcune imprese ci regalano i componenti che ci servono o li realizzano gratuitamente per noi – sorride Lucrezia -. Abbiamo già coinvolto una quarantina di aziende e società del territorio, e siamo loro veramente grati, ma non basta. Dobbiamo salire di livello”.

Partecipare alla Formula Student, misurarsi con la concretezza dei problemi, entrare in contatto con professionisti e realtà aziendali, oltre che fornire occasione di approfondire la formazione, sono utilissimi biglietti di presentazione per il mondo del lavoro. In certe aziende questo tipo di esperienza costituisce, addirittura, un prerequisito per la selezione del personale. Nascono rapporti, si avviano tirocini e spesso si arriva all’impiego: dal 2000 al 2014 sono stati più di quaranta i partecipanti del Firenze Race Team che hanno trovato lavoro nel settore automotive.

 

 


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