La sfida culturale delle cure palliative

L'impegno si colloca nelle politiche universitarie di divulgazione scientifica e di public engagement della Scuola di Scienze della Salute Umana
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata
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La medicina moderna è estremamente complessa e caratterizzata da un approccio terapeutico, ipertecnologico, massimale, volto alla guarigione dei pazienti. Molti pazienti oggi vivono percorsi di malattia estremamente lunghi ed è sempre più evidente il bisogno delle persone di sentirsi coinvolte, accolte, curate in tutti gli stadi della malattia, siano essi momenti estremamente precoci, immediatamente successivi alla diagnosi, siano essi momenti di intensa sofferenza che approssimano il fine vita. 

Per questo nascono le cure palliative, un approccio attivo ai bisogni dei pazienti, non confinato alla terapia del dolore, ma piuttosto ampliato alla leniterapia ed ai bisogni che contemplano ma non si limitano alle necessità sociali, spirituali, psicologiche e assistenziali

Riconoscere ed accogliere i bisogni dei pazienti e dei loro familiari deve quindi essere uno standard della medicina moderna, che non si può più affidare alla predisposizione ed alla sensibilità del singolo operatore sanitario, ma piuttosto prevedere uno sforzo metodologico organizzato, basato su una forte cultura del rispetto alla persona, preparato ed appreso con cura durante un percorso formativo accademico definito. 

Proprio quest’anno è stata istituita la Scuola di Specializzazione in Medicina e Cure Palliative dell’Ateneo.

Questo percorso, quadriennale, si caratterizza per una forte impronta teorica-accademica, integrata da una progressiva e crescente prevalenza delle attività professionalizzanti che gli specializzandi svolgeranno all’interno del servizio sanitario nazionale in ambiti di cura come i reparti ospedalieri, le cure domiciliari e gli hospice.

Le difficoltà che il corso dovrà affrontare sono molte: la scarsa conoscenza e i molti fraintendimenti in merito alle cure palliative, la loro confusione con le cure di fine vita.

In tal senso la collaborazione tra università e terzo settore è fondamentale

Coinvolgere la popolazione, informarla in merito ai temi della bioetica, delle scelte pianificate e condivise, delle direttive anticipate di trattamento; spiegare che lo specialista in cure palliative è il garante di scelte, volontà, preferenze, speranze e aspettative della persona.

Questo impegno si colloca nelle politiche universitarie di divulgazione scientifica e di public engagement della Scuola di Scienze della Salute Umana. 

E’ una sfida culturale che vogliamo affrontare e il contributo di altri attori sarà determinante. 


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